Comunicato Stampa Rete delle Donne di Bologna sulla Violenza alle Donne 29/05/2007
29/05/2007
Apprendiamo con dolore e denunciamo l'ulteriore episodio di violenzasessuale ai danni di una donna, avvenuto la notte del 23 maggio in unastrada di Bologna. A lei vanno la solidarietà profonda, l'affetto e la forza delle molte donneche compongono questa rete. Fatti come questo, tutt'altro cheepisodici, ci riguardano e ci interrogano direttamente.
Così come ci interroga l’episodio di aggressione ai danni di Agnese, sintomo di come la violenza contro le donne venga agita anche nelle relazioni “politiche”. Molte di noi svolgono attività specifiche connesse alla violenza sessuale:di prevenzione, comunicazione, assistenza, di analisi del fenomeno. Etutte sperimentiamo come interventi specifici abbiano senso ed efficacia seconnessi a un più ampio contesto culturale. Non cediamo al senso d'impotenza, al contrario confermiamo la nostradeterminazione nel promuovere una cultura del rispetto e della dignitàdelle persone, di qualsiasi genere e orientamento sessuale. Una cultura del piacere e della con sensualità, in cui la sessualità siaterreno di
relazione, di desiderio, di amore, di sperimentazione, in cuiogni donna, eterosessuale, lesbica, transessuale, possa esprimere le suepreferenze e la sua individualità Una cultura della partecipazione e della responsabilità reciproca – perchéstiamo parlando anche di soluzioni urbanistiche e politiche cittadine.Sappiamo che nessuna misura "securitaria" - di controllo emilitarizzazione - è di per sé risolutiva. Anzi l'enfasi e la propagandasu questo tipo di soluzioni produce l'effetto perverso di aumentare lapercezione di insicurezza e vulnerabilità per le donne. E di assecondare lapaura, l'isolamento, ol'idea che siamo soggetti "deboli", da mettere sotto tutela: se al carneficesostituiamo il protettore
confermiamo il ruolo della donna come vittima! Ancora una volta scommettiamo su una concezione della "sicurezza" comequalità della vita, benessere, accesso ai servizi, responsabilitàreciproca, cooperazione. Certo, fondamentale è ad esempio l'aumento dell'illuminazione pubblica dinotte: ma ci sono stati episodi in cui questo non è stato sufficiente, incui passanti hanno visto e non sono intervenuti. Vedere un uomo chemaltratta una donna è da molti percepito come qualcosa di normale, in cuinon impicciarsi. Potrebbe essere una coppia, e si sa: "fra moglie marito nonmettere il dito". Quante volte è successo? Un ulteriore effetto negativo di proposte esclusivamente "militari" o
dicontrollo per fare fronte alla violenza sessuale, é una sorta didistorsione percettiva del fenomeno: la maggioranza delle violenze contro ledonne - sessuali e non - avviene in questo paese all'interno delle muradomestiche, nel contesto della famiglia. Questo dovrebbe essere un terrenoprivilegiato di intervento, perché la violenza in nessun caso è un fattoprivato ma una questione politica che interroga i presupposti culturali emateriali che la rendono possibilePensiamo ad esempio a quanto si rivelerebbero importanti misure chefavoriscano l'autonomia delle donne, in tutti quei casi in cui questecontinuano a subire violenza per mancanza di alternative economiche. Un'ultima considerazione, non meno importante,
a proposito di questoulteriore caso di stupro, che pare che sia stato commesso da un cittadinomarocchino: assistiamo continuamente a generalizzazioni pericolose e nonrispondenti al vero, innanzitutto ma non solo in terministatistici. Ci opponiamo apertamente a qualsiasi lettura che strumentalizzil'evento, e che alimenti stereotipi razzisti: la culturadella violenza non ha una connotazione etnica o di classe, ma di genere!!La facile individuazione di "categorie pericolose" e la creazione mediaticadi “mostri” nasconde il fatto che chi agisce e chi tollera laviolenza contro le donne è un uomo “normale”. Rinnoviamo il nostro impegno e la nostra passione per la promozione di unadiversa cultura e pratica delle
relazioni, che non ci releghi al ruolo divittime potenziali ma ci riconosca soggetti attivi, interlocutrici alla paridi quanti interessati alla costruzione di un diverso rapporto dirispetto sociale tra i generi.
Rete delle Donne di Bologna
28/05/2007 manifestazione del Forum Metropolitano
Alle Associazioni di Cittadini immigrati
Agli Enti Pubblici
Alle Organizzazioni territoriali
Alle organizzazioni Sindacali
A tutti i soggetti del terzo Settore
Ai partiti politici e loro sedi
Alla società civile
Bologna, 24 maggio 2007
Richiesta adesione alla manifestazione
“Sicurezza per tutti”
Il Forum Metropolitano ha saputo attraverso i mezzi di comunicazione di massa, di un atto di violenza nei confronti di una cittadina italiana. Non è la prima volta che questo tipo di notizia ci raggiunge, e molto spesso, sono proprio delle cittadine straniere del territorio a subire atti di violenza.
Di fronte a quanto accaduto il 23 nei pressi di Via Mattei, l’Esecutivo del Forum Metropolitano ha sentito la necessità di intraprendere un’azione di promozione della pace e convivenza civile.
Abbiamo quindi deciso di organizzare un incontro presso il Parco Pioppeto-Mattei, luogo dove pare sia avvenuto l’atto di violenza. Il raduno avrà luogo alle ore 21 di Lunedi 28 maggio.
Con il raduno nel parco Piopetto-Mattei, vogliamo esprimere solidarietà alla vittima, ma anche a tutte le vittime di atti osceni contro le donne. Vogliamo inoltre cogliere questa occasione per affermare con determinazione i valori della pace sociale, della sicurezza e della non violenza.
L’iniziativa ha ottenuto l’adesione immediata del Consigliere comunale Leonardo Barcelò, e della Consulta Regionale dei cittadini stranieri, attraverso la voce del vice presidente Roland Jace.
Accordiamo a tutto ciò un’importanza fondamentale, e proprio per questo motivo invitiamo tutta la cittadinanza a radunarsi insieme a noi per fermare dire no alla violenza, e invocare una sicurezza nel rispetto di tutte le differenze.
Per adesioni:
Forum Metropolitano
Via Sacco 14,
40100 Bologna
Tel – Fax 0514211624
Chi ha paura delle differenze?
Ore 10.30 – 13.30
Sala dello Zodiaco
Provincia di Bologna, Via Zamboni 13, Bologna
www.203040.it
Chi ha paura delle differenze?
Dall’incremento dei casi di violenza sulle donne allo sterile dibattito sulla Famiglia e non sulle famiglie, dall’inconsistente rappresentanza politica fino alla precarietà, le giovani donne hanno sempre meno sicurezze: personali, lavorative, collettive.
Se le nostre madri sono figlie del baby boom, noi possiamo definirci figlie del baby boomerang?
Molta parte dell’identità delle donne oggi passa attraverso le ambizioni lavorative.
Ma se il lavoro è precario, lo è anche l’identità?
E poi quale politica fanno le donne? Quelle poche volte che gestiscono il potere, quali possibilità hanno di creare rinnovamento?
Per le giovani generazioni di donne il femminismo è veramente un fantasma?
Partendo da queste riflessioni, l’associazione GENdERAZIONE promuove un Forum sul confronto generazionale per stimolare un dibattito intra e intergenerazionale tra singole, gruppi, collettivi, associazioni e cooperative di donne su alcuni temi specifici che attraversano le pratiche politiche e le concrete esperienze di vita di donne diverse non solo per età.
L’incontro, patrocinato dagli Assessorati alle Pari Opportunità della Provincia di Bologna e della Regione Emilia Romagna, si svolgerà sabato 19 maggio, dalle 10.30 alle 13.30, presso la sede della Provincia, a Palazzo Malvezzi, in via Zamboni 13, Bologna.
Nel tentativo di tenere insieme spunti di discussione e posizioni già emersi in vari luoghi di dibattito femminista ha invitato alcune tra le esperienze più significative del giovane associazionismo femminista a partecipare e a prendere parola sui temi chiave della sessualità, del lavoro e del femminismo.
Lo scopo di questa iniziativa e del percorso a cui essa intende dare vita è quello di creare uno spazio pubblico di parola per le giovani donne, spostando il dibattito da un confronto dicotomico, inevitabilmente conflittuale, a una riflessione sul presente e sulle prospettive future, da punti di vista diversi, ognuno collegato a una storia, sia essa individuale che collettiva.
L’idea essenziale è che le donne ci sono e prendono parola, esprimendo vissuti, esperienze, età, problemi e bisogni diversi, con il desiderio di confrontarsi e dibattere.
Perché non accettiamo l’omologazione, la logica dell’indifferenza e dell’opposizione.
Interverranno:
Simona Lembi, Assessora Cultura e Pari Opportunità della Provincia di Bologna
Paola Manzini,Assessora Scuola, Formazione professionale,
Università, Lavoro, Pari Opportunità della Regione Emilia Romagna
Lina Fibbi, partigiana e fondatrice dei Gruppi di Difesa della Donna
Barbara Mapelli, docente di Pedagogia delle differenze di genere
presso l’Università degli studi Milano-Bicocca
Grazia Verasani, scrittrice
Partecipano le associazioni:
Cooperativa Be Free - Roma
Collettivo Priscilla - Verona
Ass. Comunicattive - Bologna
Ass. Genderazione - Bologna
Ass. Orlando - Bologna
Ass. Sexy Shock - Bologna
Laboratorio Sguardo sulle differenze - Roma
Libera Società degli Studi delle Donne
Rete Sui generis
Sconvegno – Milano
StranaBologna - GIORNATA INTERNAZIONALE DI LOTTA ALL'OMOFOBIA
17 MAGGIO
GIORNATA INTERNAZIONALE DI LOTTA ALL'OMOFOBIA
Nella Giornata internazionale contro l'omofobia, che ricorda le vittime della violenza verso le persone omosessuali, i diversi e i non conformi, le associazioni bolognesi LGBT lanciano un appello a tutte le persone sensibili e democratiche perchè partecipino alla
STRAnaBOLOGNA
fiaccolata - staffetta di liberazione
giovedì 17 maggio 2007, ore 18.00
ritrovo in Piazza del Nettuno a Bologna
Ancora una volta manifestiamo con i nostri corpi, mettendoci la faccia, contro la polarizzazione delle coscienze in atto, contro l'omofobia dilagante, contro chi vuole che le lesbiche, i gay, i transessuali siano cittadini senza diritti. Non ci faremo intimidire dalla crociata di pregiudizi nei nostri confronti, continueremo a far sentire la nostra voce.
In Italia i diritti di donne, gay, lesbiche e trans vengono costantemente violati, il pregiudizio e la discriminazione stanno paurosamente dilagando, la violenza nei confronti di tutte le soggettività non conformi al pensiero dominante, propagandato come unico e naturale, è pericolosamente aumentata.
Per una serie di circostanze politiche e socio culturali il nostro paese sta subendo una paurosa involuzione culturale che mette in discussione i più elementari diritti civili e la dignità di milioni di cittadini e di cittadine: omofobia, razzismo, intolleranza invece di una convivenza pacifica e rispettosa.
Il Vaticano ha messo in atto una campagna integralista e moralizzatrice feroce che colpisce tutti e tutte coloro che non si uniformano alla sua morale. È una vera e propria campagna politica che ha completamente annullato il ruolo del parlamento, asservito ai dettami della chiesa cattolica più conservatrice, trasformando un sistema democratico in un regime teocratico. Tutto questo è reso possibile grazie anche ai mezzi di comunicazione: ben 4 delle 6 principali reti televisive sono gestite dalla destra berlusconiana e le altre due sono vincolate da accordi con la chiesa cattolica, tutti i telegiornali hanno uno spazio giornaliero riservato al vaticano.
Ogni giorno c'è un'esternazione contro omosessualità, aborto, unioni civili, autodeterminazione che alimenta un clima di odio e intolleranza che sta distruggendo la nostra vita e la nostra libertà. Presto il Papa si recherà al Parlamento europeo dove, sostenuto dalle forze più conservatrici, cercherà di influenzare le politiche di tutta l'Europa.
Tutto questo lede la libertà e la dignità dei cittadini e delle cittadine, il rispetto e la pace sociali, mette in discussione il principio stesso di democrazia.
Antagonismogay, Arcigay "Il Cassero", ArciLesbica Bologna, Facciamo Breccia Bologna, Federazione dei Verdi di Bologna, Fuoricampo Lesbian Group,
Movimento Identità Transessuale, Partito della Rifondazione Comunista di Bologna, XM24, Quelle che non ci stanno, Rete delle donne di Bologna,
Agedo Bologna, Crash, Armonie Associazione di donne e tante adesioni individuali.
La Giornata internazionale contro l'omofobia ha lo scopo di combattere apertamente la logica sociale che emargina e discrimina le persone lesbiche, gay, bisessuali e trans. Il 17 Maggio è stato scelto in coincidenza con la rimozione dell'omosessualità dal registro delle malattie dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, il 17 maggio 1990.
Sono più di 40 le nazioni che aderiscono con varie iniziative alla giornata contro l'omofobia, e nel 2006 il supporto è arrivato anche dal Parlamento europeo con una Risoluzione sull'omofobia in Europa del 18 Gennaio, ribadita con una recente risoluzione del 26 Aprile 2007.
17 Maggio giornata mondiale contro l'omofobia

Manda l'adesione a questa mail, diffondi, partecipa.
mailto:info@fuoricampo.net
promuovono:
Fuoricampo Lesbian Group
Antagonismogay
Arcilesbica Bologna
Arcigay il Cassero
MIT - Movimento identità transessuale
Rifondazione comunista bologna
Federazione dei verdi bologna
XM24
Cena per le Donne di Srebrenica
fette di pane fatto in casa con salsine verde e rossa dai profumi e sapori cileni
torte salate assortite con le verdure più disparate
pasta alle verdure
riso alla cantonese vegetariano
insalate assortite di verdure
insalata di patate, cipolline frasche e prezzemolo
insalata russa
dolci vari, ma proprio vari
vini di Rita: Pignoletto/Cabernet Sauvignon







