Blog in pausa

Si-Cura nel Parco - sabato 16 Maggio alle 11.00

Clicca sull'immagine per ingrandirla!


Manifestazione Notturna Contro la Violenza sulle Donne - 7 Marzo 2009

LA VIOLENZA SULLE DONNE NON È UNA QUESTIONE DI ORDINE PUBBLICO È UN PROBLEMA “CULTURALE” SOCIALE ED IN SOSTANZA POLITICO

La violenza sulle donne è la 1° causa di morte e di invalidità permanente per le donne fra i 14 ed i 66 anni in Europa, ciò nonostante siamo convinte che la violenza non sia il nostro destino. Per questo vogliamo combatterla alle radici prima che si manifesti, nelle strade ma soprattutto nelle case dove ha la sua espressione più continuativa e massiccia e con l’aiuto della scuola luogo di formazione per tutte e tutti. Denunciamo l’uso e l’abuso del corpo della donna sempre esposto, disponibile e lascivo, tanto nei media quanto nella pubblicità che genera la “cultura” dello stupro. Quello che prima era silenzio sulle violenze ora che con l’aumento delle denunce non può più essere tale, diventa strumentalizzazione. Tutti parlano e barattano interessi politici sui nostri corpi.

Rifiutiamo qualsiasi provvedimento in chiave razzista e autoritaria fatto in nostro

nome. Per noi la violenza è “solo” maschile e non dipende dal passaporto di chi la agisce. Ci ripugna la logica violenta tanto degli stupratori quanto delle ronde dei giustizieri. Per noi una strada è sicura quando è piena di donne.

Rifiutiamo la logica della paura ed affermiamo la nostra libertà! Per bloccare la violenza, crediamo nella solidarietà fra donne e lesbiche, nella denuncia dei maschi violenti, e nella necessità di dotarci di strumenti per l’autodifesa.

PRENDIAMO INSIEME PAROLA PUBBLICA DICIAMO NO ALLA VIOLENZA MASCHILE

SABATO 7 MARZO’09

CORTEO NOTTURNO DI DONNE E LESBICHE CONCENTRAMENTO ALLE H.20 IN PIAZZA DELL’UNITÀ


ASSEMBLEA CITTADINA DI DONNE E LESBICHE (BOLOGNA)

28 Febbraio 2009 Convegno sul Matriarcato ad Armonie!

Clicca sull'immagine per ingrandirla e leggere il programma!

Assemblea!!

Care tutte,
le violenze sulle donne, e sulle ragazze si susseguono.
E sono molto più numerose di quelle di cui veniamo a conoscenza,
dato che tante sono ben protette dall’omertà delle mura domestiche.

E oltre alle violenze fisiche sui nostri corpi sempre su di noi
si susseguono le violenze delle strumentalizzazioni a fini razzisti,
le violenze delle battaglie e degli scambi politici,
le violenze di un governo che fomenta
la cultura dello stupro e di un’opposizione
che più che fare ombra si fa di nebbia.
Tutti parlano e sparlano ma è evidente che a nessuno
interessa la nostra libertà.

Ci pare che sia urgente che a prendere parola siamo noi donne e lesbiche per frenare quest’inarrestabile
scivolone che ci sta portando pericolosamente ogni giorno più indietro.
Sulla base di queste semplici ma gravi considerazioni abbiamo pensato di vederci in assemblea cittadina.

Al fine di organizzarci per una data cittadina a ridosso dell’8 marzo (7-8) che ponga al
centro queste questioni.
Tutti prendono parola…
è ora che siamo noi a dire come la pensiamo.

Invitiamo tutte ad esserci .
LUNEDI 23 FEBBRAIO ALLE ORE 20..30 NELLA SEDE
ASSEMBLEA CITTADINA DI DONNE E LESBICHE


C/O Ass. ARMONIE
VIA EMILIA LEVANTE* N 138 BUS19 – 27


Quelle che non ci stanno
maragridaforte@inventati.org

Donne insieme per dire basta al massacro di Gaza 4 Febbraio 2009

Terzo Presidio in p.zza Nettuno mercoledì 04/02 dalle 18 alle 19

Donne insieme per dire basta al massacro di Gaza

Senza giustizia non ci sarà mai pace

Ancora bombardamenti e chiusura di valichi, appena completato il "ritiro da Gaza" dell'esercito israeliano che si è lasciato dietro un cumulo di macerie, 1340 morti e zone di Gaza completamente desertificate dall'opera dei tank, a Jabalya sono state distrutte tutte le case, aranceti, oliveti e un vandalismo portato avanti con odio e accanimento si e abbattuto perfino sui sanitari delle case presi a martellate mentre scritte umilianti o contro Hamas coprono i pochi muri rimasti in piedi in uno scenario lunare terrificante, intere famiglie sono state trucidate, più di 400 bambini sono morti.

Già l'esercito israeliano sta esercitando il "diritto" ad attaccare i tunnel di Gaza, mentre intorno a Gerusalemme est, area della città che dovrebbe costituire la capitale di un eventuale stato palestinese, si stanno costruendo nuovi insediamenti destinati ad accerchiarla, se il muro di otto metri costruito per chilometri non bastasse.

Niente è risolto, le donne invisibili e disperate che sono morte o sono rimaste ferite gravemente nella trappola di Gaza rimarranno dimenticate se le donne del mondo non si incaricheranno di dare loro visibilità, vogliamo che sappiano che siamo al loro fianco

I bambini che non sono morti dovranno superare gravi traumi nel corpo e nella psiche e non sarà facile per loro dimenticare o pensare a un futuro di convivenza senza guerra e senza soprusi e umiliazioni.

Bisogna operare dunque per garantire la cessazione di qualunque attività militare, bisogna garantire l'evacuazione totale dei militari israeliani da Gaza, deve definitivamente terminare l'occupazione militare dei territori palestinesi che dura da 61 anni, garantire la riapertura di tutti i valichi perché le palestinesi e i palestinesi abbiano libertà di movimento insieme alle merci in entrata e in uscita.

Si deve operare per la riconciliazione fra palestinesi che questo ulteriore massacro non ha certo aiutato, il territorio palestinese deve essere unitario sia in senso territoriale che politico, quindi "NO AI BANTUSTAN" ma definizione dei confini e ritiro dai territori occupati e riconsegna ai palestinesi della terra rubata.

Il ritiro deve avvenire da tutti i territori palestinesi sia da un punto di vista militare che degli insediamenti dei coloni ricordiamo che in Cisgiordania tutto il territorio è disseminato di colonie e di presidi militari, dovranno inoltre essere eliminati i check-point ed instaurati normali passaggi di confine.

Sono successi anche fatti positivi che testimoniano un atteggiamento diverso nei confronti delle politiche di guerra israeliane ad esempio il Belgio ha deciso di fermare la vendita di armi ad Israele perché le usa in azioni che non rispettano i diritti umani oltre che perché arma anche minorenni, sono state fermate armi per Israele in porti greci, ambasciatori hanno rifiutato il vino offerto da Israele perché prodotto da vigne coltivate su terreni rubati (ai palestinesi), in molte città pacifisti israeliani manifestano ogni giorno per chiedere che Israele risponda dei crimini di guerra perpetrati, diventa per tanti più chiaro anche all'UE come non giovi alla pace permettere allo stato israeliano di fare strame dei diritti umani e di operare in sostanza per ridurre sempre più il territorio occupato dalla popolazione palestinese, le mappe che abbiamo già distribuito e che si possono vedere su vari siti internet, mostrano come sia diminuito dal 48 ad oggi.

Lo stesso Abu Mazen ha dicharato che Israele non sembra avere alcuna intenzione di lavorare per la pace.

CHIEDIAMO CHE SIA DATO SEGUITO ALLA DENUNCIA DELL'ONU DEI CRIMINI DI GUERRA COMMESSI DALL'ESERCITO ISRAELIANO

LO STATO D'ISRAELE RISPONDA DAVANTI A UN TRIBUNALE INTERNAZIONALE PER QUESTI CRIMINI CONTRO I DIRITTI UMANI NEI CONFRONTI DELLA POPOLAZIONE DI GAZA

DONNE IN NERO E NON SOLO

PORTIAMO TORCE PER ILLUMINARE IL PRESIDIO