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Ci vediamo Giovedi 2/10/2008 alle 18.30 Assemblea della Rete delle donne di Bologna in Via San Felice 24
Odg. Incontro con Bissoni e iniziative sulla questione linee guida regionali L.194



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Protagoniste…dall’immaginario alla realtà - 10 Ottobre ad Armonie

Protagoniste…dall’immaginario alla realtà



Per un cambiamento verso l' autonomia e l'indipendenza dalle convenzioni culturali dominanti.


VENERDI’ 10 OTTOBRE ore 20.30 incontro su

"Identità di genere e media: le donne si riconoscono nelle rappresentazioni che imperversao?"

con la sociologa Saveria Capecchi e le donne dell'Associazione Etichette Stupide


a seguire Proiezione della mostra “MA…DONNA? Stereotipi e rappresentazioni del maschile e del femminile ”


Ad ARMONIE Via Emilia Levante 138 (bus 19 e 27)



Ciao a tutte!

Le Armonie

Sexyshock presenta: dibattito pubblico sulla prostituzione


Sexyshock presenta:

"O tutte o Nessuna" ovvero di cosa parliamo quando diciamo
prostituzione?

Martedì 7 ottobre presso la Sala Enzo Biagi c/o Sala Borsa,
Piazza del Nettuno 3 - Bologna ore 21,00
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A settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge
presentato dalla Ministra Mara Carfagna sulle misure contro
l´esercizio della prostituzione che, modificando la legge Merlin,
introduce il reato di esercizio della prostituzione in strada e "in
luogo pubblico".

Le "Misure contro la Prostituzione" messe a punto dal Ministro per le
Pari Opportunità andranno a colpire sia le donne che si prostituiscono
in strada che i loro clienti con un´ammenda da 200 a 3000 euro o
addirittura con l'arresto da cinque a quindici giorni. Ma siamo sicure
che il ddl presentato dalla Carfagna con i ministri Maroni e Alfano
sia la soluzione giusta? Noi non lo siamo.

Il mercato del sesso è un mondo complesso che chiama in causa
innumerevoli dimensioni: le politiche sull´immigrazione, la povertà,
le disuguaglianze di genere e il diritto di ogni donna a poter
scegliere come gestire la propria sessualità e il proprio corpo.

Questa serata, dunque, sarà un´occasione per raccontare il mercato del
sesso fuori dalle banalizzazioni e dai moralismi della politica e
della cattiva informazione, per offrire delle posizioni alternative
di politiche sul mercato del sesso che mettono al centro i diritti
delle persone che si prostituiscono.


Breve programma della serata:

Barbara Spinelli - Giuristi Democratici

"Dalla Merlin alla Carfagna, ovvero dalla disciplina dell'esercizio
della prostituzione alla repressione delle prostitute".

Porpora Marcasciano - MIT

"La strumentalizzazione della paura. Soggetti marginali e
marginalizzati nell'epoca della paura. Situazione e condizioni delle
persone prostitute e in particolare trans".

Sandro Bellassai - ricercatore precario di Storia contemporanea
all'Università di Bologna e Maschile Plurale

"Il lato oscuro della prostituzione, ovvero il mestiere più antico del
mondo: il cliente. Desiderio e potere maschile dai tempi della legge
Merlin a oggi".


Modera e introduce: Betty – Sexyshock

Questa iniziativa fa parte della campagna di comunicazione e
informazione: "Anche io sono una puttana", promossa da Sexyshock e
Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute.

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Comunicato Comitato Per i Diritti Civili Prostitute e MIT


Al Pride la Rete delle donne di Bologna ha sfilato con il comitato per i diritti civili delle prostitute e con le Sexyshock...

Ora il ddl Carfagna e i provvedimenti locali contro la prostituzione...



Riportiamo il comunicato del Mit e del Comitato Per i Diritti Civili delle Prostitute.


Il MIT (Movimento Identità Transessuale ) e il Comitato Per i Diritti Civili delle Prostitute disapprovano la proposta sulla prostituzione della ministra Garfagna. La proposta viene fatta da tre ministri senza nessun confronto con le associazioni alle quali è stato negato un incontro. Riteniamo che si stia facendo solo un’operazione di maquillage mentre i problemi veri non vengono affrontati ne risolti ma sicuramente aumenteranno.

La proibizione di lavorare in strada avrà conseguenze gravi e pericolose per tutte quelle persone che non sono in grado di organizzarsi in altri luoghi e al chiuso. Non è infatti possibile che ogni transessuale e/o ogni donna possa ottenere un contratto di affitto, o acquistare una casa dove esercitare.

La situazione di maggiore precarietà che si verrà a creare condizionerà fortemente il potere contrattuale delle sex workers mettendo a rischio la loro sicurezza e incolumità fisica e di conseguenza la salute di tutti i cittadini. La debolezza delle sex workers lascerà spazio al rafforzamento delle associazioni criminali che sfruttano la prostituzione, a chi lucra sul commercio sessuale e sull’indotto. Se si vuole arginare la prostituzione e non solo nasconderla, si deve cercare di eliminarne le cause, una di queste riguarda sicuramente le discriminazioni a cui vengono sottoposte le transessuali.

Se si vuole arginare la prostituzione e non solo nasconderla, si deve cercare di eliminarne le cause, una di queste riguarda sicuramente le discriminazioni a cui vengono sottoposte le transessuali.
Oggi ci sono alcune migliaia di transessuali che si prostituiscono “volontariamente” solo perché non hanno altra scelta lavorativa in quanto vengono quotidianamente esclusi e discriminati nei luoghi di lavoro se non anche RIFIUTATI esplicitamente.

Abbiamo centinaia di donne italiane adulte apparse negli ultimi tempi in strada per fronteggiare una emergenza economica familiare, donne PRECARIE, sottopagate e/o licenziate con mariti in analoghe situazioni. Madri sole costrette a fronteggiare la spesa per la crescita dei propri figli. Allora servono politiche contro la discriminazione, tutele per i lavoratori, politiche sociali di sostegno per le donne senza lavoro e per i loro figli.

Ci sono migliaia di donne straniere che hanno pagato prezzi altissimi per venire in occidente, sono ora finalmente autonome, ma stanno ancora lavorando nella prostituzione. Chi vuole cacciarle e rimandarle ai loro paesi si assume la responsabilità di RICONSEGNARE tutte queste donne ai racket internazionali per il traffico di esseri umani.

Pia Covre Comitato Diritti Civili Prostitute
Porpora Marcasciano MIT (Movimento Identità Transessuale)

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Leggi questo post sulla campagna che preparano le Betty!
Per il momento aderiamo applicando la spilletta direttamente al blog. A presto notizie su come si procede!



10-12 ottobre 2008 Tre giorni contro la repressione, la normalizzazione e le nuove forme di disciplinamento dei corpi

FACCIAMO BRECCIA, ANTAGONISMOGAY, FUORICAMPO LESBIAN GROUP COORDINAMENTO TRANS SYLVIA RIVERA

Bologna, 10-12 ottobre 2008
Tre giorni contro la repressione, la normalizzazione e le nuove forme di disciplinamento dei corpi.

Sala del Baraccano, via S. Stefano 119
Il Pride che si è tenuto a Bologna lo scorso 28 giugno ha evidenziato profonde fratture nel movimento lesbico, gay e transessuale, fratture esistenti – evidentemente – da prima, ma che sono emerse in maniera drammatica attraverso almeno due elementi: la debolezza di elaborazione politica all’interno del Comitato Pride che ha lasciato spazio a derive securitarie, perbeniste, escludenti e qualunquiste, e la delega alla repressione poliziesca della gestione dei conflitti interni al movimento’ e il conseguente uso della diffamazione nei confronti dei soggetti politici non allineati all’organizzazione.
Non credendo che questo riguardi solo il movimento LGBTIQ, ma che più in generale sia in atto un attacco contro ogni movimento che faccia riferimento all’autodeterminazione e all’antifascismo e che rifiuti le logiche di rappresentanza, Facciamo Breccia, Antagonismogay, Fuoricampo e Coordinamento Sylvia Rivera hanno organizzato a luglio un’assemblea cittadina a Bologna, da cui è emersa una lettura tutta politica delle vicende collegate al Pride, viste come sintomo di una generale crisi della politica. Ciò che è avvenuto a Bologna il 28 giugno è un analizzatore che ha rotto le omertà, facendo emergere i non detti e le contraddizioni di una parte del movimento che ha scelto l’istituzionalizzazione del proprio percorso politico. Diversamente noi riteniamo fondamentale pensare e praticare i processi istituenti facendo in modo che rimangano aperti e non si fossilizzino in un 'dato una volta per tutte', in una burocratizzazione/pietrificazione di ciò che dovrebbe essere sempre in movimento, in cambio delle briciole della politica istituzionale.
Tutto ciò è avvenuto proprio nel momento di massimo dispiegamento ed egemonia delle politiche securitarie, razziste e omo-lesbo-transfobiche nel nostro paese, ad opera di un governo delle destre sostenute dalla mobilitazione di squadristi e dalle folle aizzate per il linciaggio del diverso. Un momento storico caratterizzato da una crisi economica generalizzata, che crea insicurezza, precarietà sociale e paura per il futuro.
Un momento in cui c’è bisogno di resistere e riaffermare i principi e gli spazi di libertà, autodeterminazione, antifascismo.
L’assemblea bolognese di luglio si è conclusa con la proposta di un nuovo momento costituente del movimento LGBTIQ, una tre giorni in cui si ridefiniscano i contenuti, i principi etici e le pratiche di un movimento che sia contro la repressione, la normalizzazione e il ridisciplinamento dei corpi, da tenersi in autunno, proprio a Bologna. Un’occasione per rilanciare l’analisi e la capacità di agire collettivo, per ricreare connessioni tra ambiti di ricerca critica, attivismo e lavoro culturale e politico.
Raccogliamo una diffusa e non eludibile necessità, da tempo sentita, di creare luoghi politici di dibattito teorico/pratico, per intersecare percorsi spesso isolati nei territori o nelle micropolitiche del quotidiano, nelle mobilitazioni e nelle ricerche sociali e universitarie, al fine di mettere in comune saperi e analisi che ci consentano di leggere criticamente lo stato di cose presenti e di elaborare pratiche efficaci per un percorso di reale liberazione.
Ripartiamo dalla condizione LGBTIQ contemporanea, caratterizzata simultaneamente da esclusione sociale/culturale e iperinclusione produttiva; caccia alle streghe e marketizzazione pervasiva delle nostre soggettività e spazi sociali; violenza, aggressioni, stupri e ambigua femminilizzazione /omosessualizzazione dell’immaginario. In questo contesto, da declinare nell’arretratezza specifica del caso italiano (familismo, presenza vaticana…) si situano le soggettività LGBTIQ, sospese tra deliri di normalizzazione/rispettabilità e bisogni di sovversione e trasformazione; omologazione post-identitaria e recupero di genealogie radicali.
Obiettivo della tre giorni è tentare di trasformare la crisi della rappresentanza, esemplificata dalle ultime elezioni politiche, ma anche dal bilancio fallimentare di una lunga stagione di commistione di parti del movimento LGBT con partiti e istituzioni, in un’opportunità per l’apertura di una nuova fase di movimento.
Il Coordinamento Facciamo Breccia, nato nel 2005 come percorso di mobilitazione permanente fondato su autodeterminazione, laicità e antifascismo, ma non come coordinamento esclusivamente lgbtiq, si assume quindi l’onere di promuovere la tre giorni insieme ai gruppi bolognesi che già hanno indetto l’assemblea cittadina da cui è nata questa proposta. Vorremmo quindi che questa occasione vedesse come protagoniste tutte quelle realtà LGBTIQ– afferenti o meno a Facciamo Breccia - che, a partire dal proprio territorio, credono che le parole d’ordine e le pratiche cui si debba oggi ispirare un movimento che intenda riprendere parola e azione per fare fronte alle derive razziste e alla pervasiva diffusione di ideologie e pratiche securitarie e di normalizzazione, siano: autodeterminazione, laicità, antifascismo, liberazione. Parole da declinare in pratiche incarnate e sessuate che riconoscano i nessi dell’emergente complesso razzista-xeno-omo-lesbo-trans fobico. Nel corso dell’assemblea di Bologna da più interventi è stata indicata la grande manifestazione femminista e lesbica del 24 novembre 2007 contro la violenza maschile sulle donne come l’evento che ha inaugurato una nuova radicalità, segnando la necessità di compiere un salto definitivo dalla delega all’autodeterminazione, ed è anche a questo tipo di percorsi che guardiamo nella definizione di nuove strategie di movimento. La tre giorni contro la repressione, la normalizzazione e le nuove forme di disciplinamento dei corpi si terrà a Bologna dal 10 al 12 ottobre.
Il dibattito sarà strutturato in sessioni tematiche che mettano a fuoco analisi e temi con un taglio che parta dal quotidiano e dalle esperienze delle soggettività lgbtiq per rilanciare visibilità e resistenze collettive.
Da questa prima analisi nell’assemblea nazionale e nel gruppo organizzatore bolognese sono emersi i temi delle sessioni, rispetto alle quali individuare i nessi tra repressione, normalizzazione e ridisciplinamento dei corpi e soprattutto i nessi tra la teoria e pratiche di resistenza individuali e collettive.
Venerdì pomeriggio. R-esistenze: documenti, biografie, genealogie.
Dalle 15.00 in poi accoglienza.
17.30. Sala del Baraccano, via S. Stefano 119.
Proiezione video “To be Ornella” e materiali vari.
21.00 c/o Vag 61, via Paolo Fabbri
Cena sociale con performances, letture..
Mostra fotografica.
1.Perbenismo, rispettabilità e normalizzazione delle soggettività lgbtq. Sabato mattina. Sala del Baraccano, via S. Stefano 119.
L’interiorizzazione della rispettabilità come modello esistenziale ha determinato per decenni la ricattabilità delle soggettività lgbtq e dei nostri percorsi politici. Il tentativo di farci accettare, di apparire normali ci ha schiacciati sopra a modelli sociali, affettivi e sessuali omologati a quelli dominanti e imposti.
Come ribaltare questo meccanismo ora che è proprio il diverso e l’eccentrico a essere sotto l’attacco dei moralizzatori, dei clericali, dei fascisti? Ripensare la propria alterità, trasporre la propria differenza per collocarsi nel margine delle resistenze accanto agli osceni, agli impresentabili. L’attacco in questo momento è rivolto alle prostitute e ai sex workers, per il loro impatto “estetico” sulle strade e i marciapiedi, ma ci riguarda e coinvolge direttamente.
2. Immaginario familista, ruolizzazione sociale/sessuale, relazioni. Sabato pomeriggio. Sala del Baraccano, via S. Stefano 119.
Il mimetismo esasperato dall’ansia di normalizzazione ha fatto sì che riproducessimo in ambito lgbtiq l’immaginario familista e sessista della famiglia etero. Oggi che in piena liquidazione del welfare tutto il lavoro di cura e assistenziale sembra tornare sulle spalle delle donne, ricacciate tra le mura domestiche, è più che mai necessario rielaborare una critica alla famiglia come luogo di violenza femminicida lesbo/trans/omofobica di riproduzione dell’eterosessualità obbligatoria e di asservimento del genere femminile.
3.Tras/lesbo/omofobia come espressione di violenza, sessismo e ridefinizione del patriarcato.
Domenica mattina. Sala del Baraccano, via S. Stefano 119.
La ricerca e le lotte contro trans/lesbo/omofobia condotte in questi anni possono/devono intrecciarsi con il lavoro operato dal movimento lesbofemminista sul tema violenza, sessismo, razzismo.
La messa in crisi del patriarcato ad opera delle soggettività femministe e lgbtiq ha generato una reazione violenta e una ridefinizione delle strutture sociali che lo sostengono. La contestazione del potere maschile- eterosessuale ha aperto spazi per le soggettività altre, ma cionondimeno non è cessata la violenza, né il tentativo di riaffermare incessantemente quel potere.
Importante in questo senso anche il dibattito suscitato dai primi gruppi misti (gay-bi-trans-queer) sulla costruzione del maschile e la critica della violenza sessuata.
4.Politiche securitarie, razzismo, vecchie e nuove forme di fascismo. Quali pratiche di resistenza?
Domenica pomeriggio. Sala del Baraccano, via S. Stefano 119.
L’emergenza sicurezza, la politica basata sulla creazione e gestione della paura, ha generato una spirale di odio e violenza razzista agiti contro i diversi: prima i rom, poi gli omosessuali, i clandestini, le prostitute, vengono via via individuati come il nemico pubblico da colpire e disciplinare: dalle aggressioni “spontanee” per la strada, alla violenza squadrista organizzata, dalle leggi proibizioniste alle regolazioni per via amministrativa, molteplici livelli di azione configurano un sistema, un regime autoritario, che va compreso nelle sue continuità e discontinuità con il fascismo storico.
Per ridefinire e agire nuove pratiche di resistenza individuali e collettive.
5. Assemblea conclusiva. Domenica pomeriggio ore 16.00. Sala del Baraccano, via S. Stefano 119.
Sintesi della tre giorni e rilancio di eventuali appuntamenti, azioni, mobilitazioni...
Adesioni, comunicazioni, richieste di intervento fanno inviate a info@facciamobreccia.org
FACCIAMO BRECCIA, ANTAGONISMOGAY, FUORICAMPO LESBIAN GROUP COORDINAMENTO TRANS SYLVIA RIVERA
Fuoricampo Lesbian Group > Officina di Studi, Arte e Politica lesbica.

Appuntamenti lunedì 29 settembre

Lunedi 29/09/2008




h.18.00 - Incontro pubblico sulle Linee Guida Regionali per l'applicazione della 194 organizzato dal Centro di Ricerca e Iniziativa delle donne in Via del Piombo 5 (ex convento di Santa Cristina)




h.21.30 - Assemblea ad Atlantide (Cassero di P.ta Santo Stefano) organizzata da Quelle che non ci stanno per la preparazione di un presidio in zona universitaria contro la violenza maschile sulle donne