Update: foto dell'iniziativa qui
Libere.
3/10/2007 Parco di Villa Spada
Intervento di Barbara Mazzotti:
Benvenute e benvenuti dalla Rete delle donne di Bologna e da Maschile Plurale.
Siamo ancora qui, ad affermare con forza e passione che la violenza contro le donne è innanzitutto volontà maschile di sopraffazione, è fondante di una cultura che ancora ci considera una proprietà o qualcosa da possedere e da contenere. Ne sono purtroppo testimoni anche quelle donne che negli ultimi giorni sono state violentate o uccise. Siamo ancora qui per essere vicine alle donne che vedono negarsi ogni giorno di più le proprie libertà. E per starci vicine, in uno di quei luoghi che non attraversiamo più se siamo sole e se fa buio. Un parco che è stato luogo di uno stupro. Un parco che è anche un luogo di memoria delle donne, che attesta la grande lotta di liberazione dall’occupazione nazi-fascista. E’ anche per loro che siamo qui, perché non dimentichiamo che una delle culture che più ha influenzato la percezione di un rapporto diseguale tra i generi nel nostro paese è proprio quella fascista. La segregazione della donna in ambiti strumentali è da sempre una pratica diffusa in quelle culture che celebrano la forza maschile e stigmatizzano il “diverso”, e che noi oggi definiamo “maciste”, riconoscendoci almeno il diritto di satira. Noi viviamo ancora in una cultura di questo genere? Noi donne veniamo ancora definite madri, spose o oggetti sessuali, invece che persone? Noi, donne e uomini che siamo qui stasera, crediamo di sì e crediamo che una società, cioè un’associazione di persone con fini comuni, non possa definirsi tale fino a che, appunto, tutte e tutti siano considerate persone e tutte e tutti abbiano almeno il fine della dignità reciproca.
Ma siamo qui soprattutto per dichiarare la nostra libertà. A fronte dell’aumento delle aggressioni per strada e della costanza ineluttabile della sopraffazione dentro le nostre case e nelle famiglie, possiamo dire stasera che non smetteremo di desiderare, di sognare, di guardare negli occhi un uomo. Ma non smetteremo nemmeno di denunciare, di difenderci, di camminare per le vie meno affollate, così come di fermarci a guardare le stelle.
E non smetteremo di lottare affinché questa cultura cambi. Non volgiamo più polizia ma più uomini consapevoli.
Saremo in piazza ancora e ancora, per ogni donna che non riesce a reagire e per quelle che ce la fanno. Ci rivediamo il 25 Novembre, nella giornata internazionale contro la violenza alle donne. Saremo tante e tanti.
Intervento di Danila Comastri Montanari, scrittrice
Viviamo in un paese dove la legge garantisce a ogni cittadino, senza distinzione di sesso, il diritto:
1) di non essere costretto a subire rapporti sessuali forzati da chicchessia, che si tratti di uno sconosciuto/a, come di un amico/a, un fidanzato/a, un marito o una moglie.
2) di non essere costretto a subire rapporti sessuali forzati, quali che siano le sue scelte personali, sia esso/a omosessuale o eterosessuale, abbia fatto voto di castità o coltivi un’intensa vita erotica, sia un monaco/a o un prostituto/a.
3) di interrompere in qualunque momento un rapporto sessuale.
4) di accedere liberamente a qualunque luogo (parchi, strade, bar, locali pubblici, appartamenti privati, posti di lavoro, discoteche, oratori ecc…) senza essere sottoposto/a a rapporti sessuali forzati.
La legge considera reato di stupro qualunque violazione di tale diritto.
C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui nel nostro paese questo sacrosanto diritto veniva riconosciuto soltanto a una metà dei cittadini italiani, quelli di sesso maschile.
C’è stato un tempo in cui ogni processo per stupro era innazitutto un processo alla vittima.
C’è stato un tempo in cui le donne si classificavano in due categorie, le rispettabili (leggi: “mia madre e mia sorella”) e le violentabili, ovvero quelle “che se la vanno a cercare”, perché “l’uomo è cacciatore”, perché “sono provocanti”, perché “portano la minigonna”, perché “non indossano il velo”, perché “in fondo se lo meritano”.
C’è stato un tempo in cui le donne si dividevano in fatine coi capelli turchini e streghe cattive, illibate e disonorate, perbene e malefemmine, sante e puttane.
Quel tempo è finito per sempre, anche se c’è chi vorrebbe farlo tornare. Noi siamo decise ad impedirlo.
Il Blog/Archivio della rete di donne e lesbiche che tra il 2006 e il 2009 ha creato un movimento trasversale e visibile, indipendente e femminista a Bologna. Una mailing list ancora attiva e transitata da più di 400 compagn* e tutta l'eredità che il movimento ha lasciato a livello di pratiche e contenuti, il sapere della contaminazione, l'azione comune, l'intersezionalità delle lotte.
Visualizzazione post con etichetta Libere. 3 Ottobre 2007. Mostra tutti i post
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2007/10/04
2007/09/22
Libere.
Libere.
3/10/2007 ore 20.30
Parco di Villa Spada
Via Casaglia 1
3/10/2007 ore 20.30
Parco di Villa Spada
Via Casaglia 1
La Rete delle Donne di Bologna invita a mantenere alta l'attenzione sulla violenza contro le donne come indice di vivibilità di questa città, e come qualità della relazione tra donne e uomini. Illuminiamo il parco, di notte, insieme, per esprimere il nostro desiderio di resistere all'indifferenza che alimenta la solitudine delle donne che subiscono atti di violenza dentro e fuori le mura domestiche. Lo spazio pubblico è tale se tutte e tutti possono vivere in libertà, che non è soltanto di pensiero e di parola ma anche di azione. La responsabilità di garantire questa libertà appartiene a ciascuno e ciascuna di noi, non solo alle istituzioni. La sicurezza delle donne deriva dalla consapevolezza che la propria dignità non è negoziabile e non ha a che fare con i flussi migratori dell'attuale società, ma con l'antico conflitto tra i sessi.
Maschile Plurale invita gli uomini, in questi giorni di orizzonti bassi e muri alti, a uscire dal loro guscio secolare e dal loro orgoglio immortale. A frugarsi, a scrutarsi dentro fino in fondo. A confrontarsi. Con sé e l’altro da sé, con gli altri uomini e con le donne. Senza paure né reticenze. A interrogarsi su cosa sta succedendo dentro e fuori di loro. Su cosa sta avvenendo a Bologna. Oltre le loro case. Dentro le loro case. Ad aprire lo sguardo per incontrare gli sguardi altri. A forare le nebbie che isolano e a rifiutare i silenzi che rendono complici. A cercare le parole, i gesti e le emozioni di una convivenza nuova. Davvero civile. A ritrovare ancora il gusto di partecipare, fianco a fianco, a un progetto di società che non impaurisca, che non alimenti diffidenze ma riconosca le differenze. A esserci con passione, dedizione, desiderio. A disegnare, insieme, un futuro accogliente dentro gli spazi aperti di una città gentile. Abitata da persone libere....
Scarica il volantino .pdf
Scarica la locandina A3 .pdf (6.58 MB)

Qui l'intervento della Rete delle donne di Bologna
2007/09/03
Siamo in movimento...
Bentornate a tutte.
Settembre parte con il progetto di un'importante iniziativa per la libertà delle donne da tenersi indicativamente verso il 28/09/2007. La scadenza è prossima e l'organizzazione di un simile evento, in via di definizione, richiede lavoro, energia e partecipazione.
Una prima riunione si è tenuta presso Armonie qualche giorno fa e la prossima sarà Giovedì 6 settembre presso l'Associazione Orlando in Via San Felice 24. Il progetto ci è stato inviato da Mattia Fontanella di Maschile Plurale:
Una notte rosa per Bologna
“Quando la notte è quasi scorsa -/ e l’alba si avvicina tanto/ che possiamo toccare gli spazi -/ è ora di lisciare i capelli -/ e preparare le fossette -/ e meravigliarci di esserci turbati/ per quella vecchia – stinta mezzanotte -/ che spaventò – solo un’ora - ” (Emily Dickinson).
Cosa sta succedendo? Cosa ci sta succedendo? Qui, a Bologna: in questi giorni ispidi di vento e amari di cielo, d’autunno slabbrati. Giorni in cui è difficile incrociare lo sguardo di una donna sconosciuta, senza sentirsi, per un attimo (solo un attimo), potenziali violentatori. C’è in questa senzazione (che io provo, che altri provano nella pelle, sulla pelle) e nella “trasformazione” dello sguardo delle donne (che io avverto, che altri avvertono), il segno di qualcosa che sta cambiando profondamente le relazioni, i rapporti di genere. Qualcosa che sta spostando “equilibri”, mutando la percezione di sé e dell’altro da sé. Forse è solo diffidenza. O già paura. Comunque qualcosa a cui non siamo abituati. E a cui non possiamo abituarci. E che dobbiamo arginare, fermare, bloccare sul nascere. Con una partecipazione vigile, attenta, attiva anche emotiva alla vita collettiva. Facendo ricorso soprattutto alla ragione per capire, ascoltare, sentire le altre ragioni. E allora, perché non chiamare le donne in piazza, in una notte rosa? A raccontarsi, a svelarsi attraverso le inquietudini che le abitano. Una notte di danze, di canti, di parole al femminile. Una notte in cui gli uomini si confrontino (fino in fondo) con la differenza. Una notte dell’incontro popolata da occhi nuovi. Una notte in cui il vero Evento è ritrovarsi, riconoscersi, appartenersi.
Una notte in cui le donne si sentano di nuovo libere.
(A questa notte rosa gli uomini non dovrebbero partecipare “per caso”. Ma “per scelta”. A loro sarà richiesto “un ingresso”. Un euro da destinare alle Associazioni che sono, ogni giorno, a fianco delle donne).
Mattia Fontanella
Al prossimo incontro vorremmo scambiare materiale, come scritti e poesie, idoneo all'iniziativa. Chi ha idee ma non può partecipare può lasciare un commento a questo post!!
Settembre parte con il progetto di un'importante iniziativa per la libertà delle donne da tenersi indicativamente verso il 28/09/2007. La scadenza è prossima e l'organizzazione di un simile evento, in via di definizione, richiede lavoro, energia e partecipazione.
Una prima riunione si è tenuta presso Armonie qualche giorno fa e la prossima sarà Giovedì 6 settembre presso l'Associazione Orlando in Via San Felice 24. Il progetto ci è stato inviato da Mattia Fontanella di Maschile Plurale:
Una notte rosa per Bologna
“Quando la notte è quasi scorsa -/ e l’alba si avvicina tanto/ che possiamo toccare gli spazi -/ è ora di lisciare i capelli -/ e preparare le fossette -/ e meravigliarci di esserci turbati/ per quella vecchia – stinta mezzanotte -/ che spaventò – solo un’ora - ” (Emily Dickinson).
Cosa sta succedendo? Cosa ci sta succedendo? Qui, a Bologna: in questi giorni ispidi di vento e amari di cielo, d’autunno slabbrati. Giorni in cui è difficile incrociare lo sguardo di una donna sconosciuta, senza sentirsi, per un attimo (solo un attimo), potenziali violentatori. C’è in questa senzazione (che io provo, che altri provano nella pelle, sulla pelle) e nella “trasformazione” dello sguardo delle donne (che io avverto, che altri avvertono), il segno di qualcosa che sta cambiando profondamente le relazioni, i rapporti di genere. Qualcosa che sta spostando “equilibri”, mutando la percezione di sé e dell’altro da sé. Forse è solo diffidenza. O già paura. Comunque qualcosa a cui non siamo abituati. E a cui non possiamo abituarci. E che dobbiamo arginare, fermare, bloccare sul nascere. Con una partecipazione vigile, attenta, attiva anche emotiva alla vita collettiva. Facendo ricorso soprattutto alla ragione per capire, ascoltare, sentire le altre ragioni. E allora, perché non chiamare le donne in piazza, in una notte rosa? A raccontarsi, a svelarsi attraverso le inquietudini che le abitano. Una notte di danze, di canti, di parole al femminile. Una notte in cui gli uomini si confrontino (fino in fondo) con la differenza. Una notte dell’incontro popolata da occhi nuovi. Una notte in cui il vero Evento è ritrovarsi, riconoscersi, appartenersi.
Una notte in cui le donne si sentano di nuovo libere.
(A questa notte rosa gli uomini non dovrebbero partecipare “per caso”. Ma “per scelta”. A loro sarà richiesto “un ingresso”. Un euro da destinare alle Associazioni che sono, ogni giorno, a fianco delle donne).
Mattia Fontanella
Al prossimo incontro vorremmo scambiare materiale, come scritti e poesie, idoneo all'iniziativa. Chi ha idee ma non può partecipare può lasciare un commento a questo post!!
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