2007/10/17

Comunicato stampa della Rete sul femminicidio di Reggio Emilia

17 ottobre ’07

Libere!

Un’altra donna è stata uccisa. Una donna che aveva trovato il coraggio e la forza di ribellarsi alla prepotenza di un marito violento, che si era rivolta al centro antiviolenza della propria città. Una donna che voleva essere libera. Lei, che aveva denunciato, reagito, oggi non è più tra noi. Siamo noi donne tutte ad essere con lei e a chiedere che questo femminicidio si fermi, che la legge sulla violenza di genere venga discussa con le donne ed infine approvata. Che il reato di “stalking”, cioè la persecuzione che sempre precede l’uccisione e sempre si accompagna a perpetrate violenze, venga riconosciuto da questo paese come una priorità. Chiediamo al governo di non lasciare ancora impunito il più comune e tragico tra i reati. Vogliamo essere libere dalla violenza maschile.

Rete delle donne di Bologna



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4 commenti:

Rete delle Donne di Bologna ha detto...

Comunicato stampa della Casa delle Donne maltrattate di Milano:

Adesso basta!

Non è solo l'ennesimo caso di un marito che uccide la moglie. Questa volta
accade a Reggio Emilia, dentro al Tribunale (non attrezzato) con una sparatoria
da Far West.

Viene ucciso un parente della moglie e lei ferita gravemente, oltre alla sua
avvocata ferita per fortuna leggermente e vi sono anche altre persone ferite.

L'escalation degli omicidi arriva al suo estremo, come in altri paesi avviene
già, purtroppo!

Chiediamo indignate cosa si aspetta ad approvare le proposte di legge in
attesa di dibattito parlamentare, in particolare il riconoscimento dello
stalking quale reato, oltre a potenziare gli strumenti di protezione, e
finalmente dare le risorse adeguate ai Centri Antiviolenza presenti su tutto il
territorio nazionale e spesso unica via di salvezza per donne in pericolo...

Tutta la nostra solidarietà all'Associazione Nondasola di Reggio Emilia.


CASA DI ACCOGLIENZA DELLE DONNE MALTRATTATE - MILANO

Rete delle Donne di Bologna ha detto...

COMUNICATO STAMPA
>
> USCIAMO DAL SILENZIO: BASTA ALLA GUERRA CONTRO LE DONNE
>
> Di fronte alla vicenda di Reggio Emilia - un marito in via di separazione
che in tribunale spara e uccide la moglie, il cognato e ferisce altre due
persone - diciamo basta alla guerra contro le donne, alla violenza che è
soprattutto domestica, agita da uomini che nella maggior parte dei casi sono
mariti, fidanzati, conviventi, amici. Non possiamo permettere che questo
ultimo caso, in base alla nazionalità del suo autore, venga ascritto - come
molte altre volte è successo - ad una questione di sicurezza. Così non è: si
aggiunge al quotidiano bollettino di violenze e stupri contro donne italiane
e straniere e richiede che la politica e la società prendano parola e
riconoscano la radice di questa violenza che è di genere.
> Spezzare il silenzio che copre tutto questo significa adottare gli
strumenti legislativi - come il reato di stalking - che i centri
antiviolenza sollecitano e tutte le altre misure di prevenzione e sostegno
utili alle donne, ma significa più in generale assumere l'inviolabilità del
loro corpo come misura della nostra democrazia. Usciamo dal silenzio già un
anno fa lo aveva chiesto con una lettera aperta al capo dello stato e al
governo: a distanza di un anno poco o nulla è cambiato e il movimento delle
donne in tante città sta ragionando su iniziative pubbliche per il 25
novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
>
>
> Milano 17 ottobre 2007

Rete delle Donne di Bologna ha detto...

FEMMINICIDIO – VIOLENZA ENDOFAMILIARE- AZIONI PERSECUTORIE PERCHE' DOBBIAMO ANCORA ASPETTARE UNA TUTELA? La notizia di ieri del grave episodio occorso nel Tribunale di reggio Emilia ove un marito che attendeva l'udienza di separazione ha estratto una pistola e ha sparato alla moglie e al suo avvocato e ucciso il cognato, non ci sorprende e non ci indigna più che la consapevolezza che troppe volte le nostre denuncie rimangono inascoltate. Il “violentatore- assassino” era da mesi e mesi il persecutore della moglie e della stessa avvocata, più volte era stato denunciato ma nulla si è fatto. Addirittura la moglie era stata ospitata dalla casa di accoglienza per le donne della città che indignate ricordano che il marito dal gennaio 2007 le impediva quotidianamente una vita serena e normale , seguendola, impedendole di andare al lavoro , minacciandola. Ma finchè non scorre il sangue NON C'è TUTELA. IL FEMMINICIDIO è all'ordine del giorno, sempre ieri a Modena un ex fidanzato ha accoltellato la ex compagna, sempre ieri a Bologna è stata violentata una colf in casa. Di che cosa altro c'è bisogno prima che si prenda una decisione? Vogliamo lo sterminio femminile? La invocata legge che punisce i persecutori è da un anno all'esame di chi?????????? Noi donne dell'UDI e le avvocate dei nostri gruppi giustizia da anni propongono misure antiviolenza , denunciando la gravità del fenomeno della violenza endo familiare. Anche quest'anno abbiamo raccolto dati statistici sconcertanti della rilevanza del fenomeno ( scritto che verrà pubblicato insieme aI CENTRI ANTIVIOLENZA) La inutilità delle denuncie e querele , le richieste di archiviazione dei PM, il mancato intervento delle forze dell'ordine ci ha determinato a mettere in campo le nostre forze per predisporre, in rete con le associazioni e istituzioni locali, un progetto organico di intervento che sia in grado di rispondere, ad esempio la formazione all’eguaglianza dei generi fin dalla scuola primaria, l’informazione, la costruzione di una rete dei servizi sociali e di accoglienza per le vittime, la valorizzazione, il riconoscimento e il sostegno della importante rete dei centri

antiviolenza, la relazione forte con il movimento e l’associazionismo delle donne in tutte le sue articolazioni e differenze.

A dieci anni dall’approvazione della legge contro la violenza, frutto di diciassette anni di mobilitazioni, discussioni e divisioni anche tra le donne, ci chiediamo e chiediamo se il deficit da colmare, il punto da cui ripartire, sia ancora la produzione di norme penali o l'attuazione severa di quelle esistenti. L'UDI da sempre ha proposta la procedibilità d'ufficio per i reati di violenza alle donne, le quali molte volte a seguito di minaccie e condizionamenti familiari , ritirano le querele; l'Udi da anni chiede che anche gli atti persecutori vengano considerati REATO; l'Udi da anni sostiene che NON C'è TUTELA per le donne vittime di violenza di genere. La violenza contro le donne è uno dei meccanismi sociali fondamentali tramite i quali alle donne viene imposta una posizione subordinata rispetto agli uomini (Risoluzione Nazioni Unite, 1993). La violenza familiare non risparmia nessuno, comprese le avvocate, che si spendono giornalmente per affrontare il malessere e le difficoltà che ne derivano. È un problema che investe tutta la società non solo delle donne Il nostro appello è di decidere celermente una TUTELA EFFICACE E PREVENTIVA e dare alle forze dell'ordine il potere di agire immediatamente dopo la presentazione della denuncia querela e ai magistrati il dovere di comminare misure cautelari. Si prega dare la massima diffusione al messaggio Katia Graziosi, Avv. Marta Tricarico, Avv. Angela Pozzi, Avv. Rossella Mariuz e tutta L'UDi di Bologna

Rete delle Donne di Bologna ha detto...

UDI - Unione Donne in Italia Sede nazionale

via dell'Arco di Parma 15, 00186 Roma tel 06 6865884

udinazionale@tin.it www.50e50.it



Comunicato: non abbiamo parole per commentare quanto è accaduto nel
tribunale di Reggio Emilia, ma sappiamo chi sono i responsabili.



Ancora una volta un marito violento ha sparato: ha ucciso Vyosa, la sua ex
moglie e il fratello di lei, diverse persone sono state ferite, fra queste l'avvocata
della Associazione Nondasola che difende la donna.



Non abbiamo più parole per gridare il nostro sdegno e la rabbia e il
fastidio.

Eppure c'è chi parla ancora di silenzio delle femministe!

E non ha senso scrivere e dire: guardate, abbiamo fatto, abbiamo detto,
abbiamo manifestato. perché i media si sveglieranno solo l'8 marzo e, forse,
più di recente, il 25 novembre, per chiederci se abbiamo una povera
violentata da mandare in onda.

Così avranno la coscienza a posto e avranno fatto informazione sulla
giornata internazionale contro la violenza alle donne!

I media sono lo specchio di certa politica, dove non si capisce ancora che
non basta fare leggi e pubblicità progresso.

Occorre invece avviare serie e determinate azioni di incivilimento nel
genere maschile.
E' inutile parlare di civiltà dei rapporti tra uomini e donne fino a quando
chi ci governa - e sono in grandissima parte maschi - non assume la
responsabilità di stabilire principi autentici di civiltà e convivenza.

La violenza alle donne non ha nulla di sessuale ma è una vera e propria
guerra che un considerevole numero di maschi nel mondo compie contro le
donne usando i propri genitali come arma.

Tale forma di violenza, che per questo noi abbiamo chiamato sessuata, è in
realtà una forma di tortura con cui un genere tiene sotto controllo l'altro.

La paura di tale tortura porta le donne ad automoderarsi e a viversi in
libertà vigilata e come una minaccia per la propria incolumità l'affermazione
dei propri diritti.

Noi vogliamo autodeterminarci a partire dalla affermazione della
inviolabilità del corpo delle donne, ovunque nel mondo!

Ricordiamo a tutte e a tutti la necessità che il genere femminile sia
presente ovunque si decide, e non semplicemente "preso in considerazione"
per salvare la femminilità delle democrazie, oltre che blandito e ammansito
ogni qualvolta accadono misfatti di tal "genere"!